Un tempo ero un genio. Ora ho un blog.

Platone e l’idea di Stato Ideale: 

"Alla prima classe, quella dei contadini, artigiani e mercanti, è concesso il possesso di beni e di ricchezze (non troppe, ma nemmeno troppo poche). Invece ai difensori dello Stato non sarà concesso alcun possesso di beni e di ricchezze; essi avranno abitazioni e mense comuni e riceveranno i viveri dagli altri cittadini come compenso della loro attività". 

SBAM! Direi che viviamo proprio in uno Stato del genere, no?  O tempora, o mores! 

Forse devo smetterla di fare dei bagni così bollenti. Mi scotto come un’aragosta, mi vengono i colpi di sonno mentre mi pettino, devo respirare profondamente per non annegare tra i vapori. Poi mi alzo, lentamente, e mi accascio sempre accanto alla vasca, sul pavimento freddo. Guardo la mia pelle e vedo che fuma. Fuma, capite? Per il calore la mia pelle fuma e io mi sento una pietra focaia. Poi mi guardo allo specchio e sembro un papavero da quanto sono rossa. Striscio verso la mia camera e lì mi sdraio per terra, ogni singola volta, perché sento di avere la pressione sotto i piedi e il cuore mi pulsa come un concerto di tamburi anche dove non dovrebbe battere. E lì prego di non svenire, aspetto di riacquistare i sensi e poi mi rialzo. Tutto ciò è così poco sano. 

"E sembrava non s’accorgesse di piangere.”

Give me long days in the sun, 
preludes to the nights to come, 
previews of the mornings laying in all lazy, 
give me something fun to do like a life of loving you,
kiss me quick now baby I’m still crazy over you. 

"E piacerti mi sarebbe piaciuto.”

sonodunquescrivo

Anonimo asked: Citazione preferita?

Homo sum, humani nihil a me alienum puto. Frase in lingua latina, che significa letteralmente: «Sono un essere umano, non ritengo a me estraneo nulla di umano» (in parole più semplici: «Nulla che sia umano mi è estraneo»). La frase è di Publio Terenzio Afro. 

Ultra-ortodossi impacchettati

Da qualche giorno sta rimbalzando nei vari siti di informazione una fotografia piuttosto singolare: quella di un uomo completamente avvolto in un telo di plastica, durante un viaggio in aereo. Ad un primo sguardo, penso ad una qualche strana forma di protesta, poi, ingenuamente, ipotizzo che quel telo possa essere un isolante, una barriera per un virus. È chiaro che le norme di sicurezza non accetterebbero mai un rimedio del genere, ma la questione dell’isolamento non è poi così fuori strada.

Si tratta di un ebreo ultra-ortodosso. Gli ultra-ortodossi sono già noti per i loro principi molto rigidi e intransigenti e questa loro particolarità non manca di manifestarsi nel momento in cui vengono in contatto con il resto del mondo. Ad esempio, quando si parla di un mezzo di trasporto pubblico come un aeroplano. Si sa, in aereo la fortuna gioca un ruolo importante. Se in treno o in autobus i contatti umani (anche e spesso sgradevoli) durano poco, in aereo puoi avere un vicino che sbraita anche per due ore o un bambino che scalcia dal sedile posteriore per dieci ore. Oppure, giusto per variare, il tuo compagno di viaggio ultra-ortodosso può scegliere di isolarsi in una busta di plastica. Perché?

Perché spesso non amano avere dei contatti troppo stretti con dei passeggeri del sesso opposto. Gli uomini ebrei ultra-ortodossi preferiscono rimanere tra di loro ed evitano in ogni modo di sedersi accanto a delle donne. A quanto pare, facendo una piccola ricerca al riguardo, non sono pochi i casi di questo tipo, in particolare, per l’appunto, per quanto riguarda i voli in aeroplano, durante i quali si possono incontrare persone di ogni provenienza o tradizione. Sono per la maggior parte passeggeri di sesso femminile a doversi piegare alle necessità degli ultra-ortodossi e questo accade per un motivo molto semplice: sono quasi tutti uomini gli ultra-ortodossi che possono permettersi di viaggiare da soli, dal momento che le donne si muovono in gruppo e sempre accompagnate da un uomo. Quindi, la donna scomoda viene fatta spostare, ma non senza frequenti disguidi (una donna, per questo motivo, ha citato in giudizio la compagnia El Al Israel Airlines).

Ma, quindi, se i passeggeri sconvenienti vengono spostati per non mettere a disagio gli ultra-ortodossi, a che cosa servono i teli di plastica? Il problema non termina nel momento in cui l’ultra-ortodosso può sedersi tranquillamente senza infrangere il suo codice? Effettivamente, non è solo una questione legata al volare accanto ad una donna, ma c’è dell’altro. L’uomo della fotografia è un Cohen, un discendente dei sacri e sommi sacerdoti del Tempio. E i Cohen non possono camminare sopra il terreno di un cimitero o questo li renderebbe impuri. Ovviamente a questo precetto è stata aggiunta anche la clausola del volare sopra ai cimiteri, per restare al passo con gli sviluppi del resto del mondo. Un po’ come è successo per la formula della benedizione Urbi et Orbi, che può essere ricevuta anche attraverso la radio, la televisione o internet. Insomma, una religiosità moderna (ma allora come mai ci si aggrappa sempre così tanto alle Sacre Scritture, se possono essere ampliate o sfumate?), che non si lascia sfuggire nemmeno un cavillo e che così, però, si castra da sola.

Certo, perché i nostri buoni Cohen, che sono dei signori seri e di tutto rispetto, devonoimpacchettarsi per poter viaggiare in aereo senza perdere la loro purezza. Oltre a questo, i commenti che ho trovato al riguardo sono davvero esemplari (come mai, poi, quando leggo dei siti di informazione non italiani i commenti dei lettori sono sempre molto più pacati e rispettosi dei nostri? E non mettono mai in mezzo le tette, le bestemmie, le bonazze, le lobby gay o Silvio Berlusconi?). Eccone alcuni, già tradotti:

Ma l’aereo non dovrebbe essere esso stesso una barriera più efficace di un sacchetto di plastica?Giusta osservazione. Ed è una sottigliezza che tanto ha odore di ossessione e di chiusura mentale.

Probabilmente a terra vive più vicino ad un cimitero, rispetto all’altezza dell’aereo. Altra giusta osservazione. Gli aerei possono raggiungere anche i 10-12 km di altezza. Io ho un cimitero a non più di 3-4 km da casa.

Problema: la plastica è fatta con delle materie petrolchimiche, che in origine erano dei dinosauri e sono abbastanza sicuro che i dinosauri non siano Kosher. “Kosher” indica l’idoneità di un cibo per il popolo ebraico. È un paragone divertente, forse forzato, ma che dà l’idea di come i sotterfugi per non infrangere la rigidità di certe tradizioni siano spesso ridicoli e ad effetto placebo.

Ma è fantastico! Tutti i fondamentalisti religiosi dovrebbero impacchettarsi in sacchetti di plastica. Sempre. Sarebbe molto gratificante. Nulla da aggiungere.

Anonimo asked: Cosa ne pensi dell'autolesionismo ?

BAM, non so come mai ma mi aspettavo da tempo una domanda del genere. E ora è arrivata. 

Che cosa ne penso? Penso che ci sia bisogno di drizzare le orecchie e di aprire un po’ gli occhioni. Nel senso che ci sono certi casi in cui DAVVERO è vissuto come una moda. Io, devi sapere, sono una grande curiosona e sperimentatrice. Insomma, mi piace mettere le mani in pasta per sapere per bene le cose. Ho provato, per un puro esperimento, a tagliarmi e poi a confrontare le mie ferite con le fotografie che mi capita di vedere qui su Tumblr. Ecco, ho riscontrato il fatto che girano fotografie di tagli che all’apparenza sembrano terribili, ma che in realtà si ottengono con anche solo una leggera pressione di un ago. E sotto quelle fotografie si leggono spesso delle didascalie strappa lacrime e questa cosa mi manda in bestia, perché penso: «Scusa, ti sei tagliato, sei disperato come davvero dici e sei qui a farti le fotografie e a sceglierti le citazioni di Baricco? Non dovresti essere in un angolino a piangere o a pensare seriamente alla tua vita?». 

Poi, qui c’è da fare un distinguo. L’autolesionismo serio è un disturbo SERIO, da non sottovalutare, ridicolizzare (e spesso quelli che ci piangono sopra o lo ostentano lo ridicolizzano) o spettacolarizzare. Non siamo qui a farci belli con nessuno e non è giusto fare a gara a chi soffre di più, anche inventandosi patologie, malattie o disturbi che in realtà non si hanno. L’autolesionismo è una PATOLOGIA seria, associata spesso ad altri disturbi della personalità. 

Poi, ci sono anche ragazzini o ragazzine che si tagliano seriamente e che, spesso, lo fanno anche per una ricerca di attenzioni. Poi, io sono fermamente convinta del fatto che quasi tutti i suicidi che vengono dichiarati qui su Tumblr siano dei falsi (perché, non prendiamoci in giro, non ci si mette davanti al computer un paio d’ore dopo aver tentato il suicidio). FERMI TUTTI, NON INCOMINCIATE A LINCIARMI. Ragioniamo un attimo: io non dico che chi si comporta in un certo modo per un bisogno di attenzione sia uno stupido. Dico che anche il suo è un problema serio, da non sottovalutare. Ho conosciuto persone, all’apparenza del tutto normali, in grado di ferirsi o di inventarsi delle storie tragiche giusto per ricevere la compassione degli altri. Sbagliavano? No, non potevano farne a meno, perché DAVVERO avevano bisogno di quelle attenzioni e di quelle parole di conforto, anche inventandosi delle bugie. Ad ogni modo, è un problema anche quello (si chiama mitomania) e non va sottovalutato schiaffandolo sui blog attraverso delle fotografie o delle frasi angoscianti. 

Io vi dico questo, ragazze (e ragazzi), quando io avevo la vostra età Tumblr non c’era e non c’era nemmeno l’abitudine di condividere sul web ogni singola cosa. Ero triste, stanca, impaurita e scoraggiata anche io, ma non per questo mi rinchiudevo davanti ad un computer a piangermi addosso o ad inventarmi delle cicatrici che in realtà non avevo. Staccatevi un po’ da Tumblr, smettetela di leggere solo certi libri o di drogarvi solo di certe immagini. Tirate fuori le palle, basta lagnarvi per qualsiasi cosa e mettetevi in testa che dovete solo aspettare di crescere ancora un po’. Poi, la maggior parte delle vostre insicurezze svanirà via nel vento da sola. Invece, se davvero pensate di avere dei seri problemi, alzate il culo dalla sedia e rivolgetevi a chi di dovere, fatevi aiutare SERIAMENTE e non da delle altre quattordicenni anonime. 

Peace&Love 

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